milanetti giorgio
professore straordinario di
lingua e letteratura hindi (triennale - specialistica)

dipartimento di studi orientali, (studio 6-7)
tel. 06-49913068
mailto: giorgio.milanetti@uniroma1.it


ricevimento studenti: ricevimento
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Giorgio Milanetti, professore straordinario, insegna Lingua e letteratura hindi dal 1981. I pochi studenti di quegli anni sono diventati oggi una nutrita schiera, che studia, legge, parla e traduce hindi, comincia a partecipare alle ricerche e ai convegni organizzati dal docente, e rappresenta ormai una parte rilevante del corso di laurea in lingue e civiltà orientali. Da quest’anno accademico 2001-2002, Giorgio Milanetti terrà lezioni di hindi anche per un altro corso di laurea, quello di Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo, organizzato assieme alla Facoltà di Economia, nell’ambito del quale verrà proposta una formazione integrata nei campi delle scienze economiche, umanistiche e sociali.

Questa stessa integrazione di temi, metodologie e strumenti di ricerca trova corrispondenza nell’attività scientifica e in quella editoriale del docente. I suoi primi studi, condotti sotto la guida del maestro, Laxman Prasad Mishra, erano infatti principalmente dedicati ad autori e opere del medioevo religioso indiano, quali Dadu, Nam’dev, Kabir. Culmine di queste indagini sono state le due monografie pubblicate presso l’editore Ubaldini-Astrolabio di Roma, Il Dio senza attributi, del 1984, e Il Divino Amante, del 1988. Testi e ricerche successive, condotte anche in collaborazione con la cattedra di Storia dell’oriente cristiano dell’Università di Bologna, hanno dato vita a pubblicazioni di carattere comparativo, con particolare attenzione verso le opere dei mistici hindu, sufi e cristiani dei secoli XV-XVII. A coronamento degli studi sul sufismo indiano, è infine giunta la lunga opera di studio testuale, traduzione in italiano e commento di uno dei più bei poemi delle letterature indiane di ogni tempo, il Padmavat di Muhammad Jayasi (XVI sec.), pubblicato nel 1995 con il titolo di Il poema della donna di loto (ed. Marsilio, Venezia).

Negli ultimi anni, le indagini di Giorgio Milanetti si sono soffermate sul tema della ‘costruzione’ della moderna lingua hindi da parte dal potere coloniale britannico e, in seguito, del movimento nazionalista indiano. Un lungo contributo a un libro collettivo, tuttora in corso di pubblicazione, dal titolo La tradizione inventata: in qual modo una bella lingua indiana senza una precisa identità fu chiamata hindi e trasformata in power construction, e quindi una ricerca di carattere sociolinguistico, svolta a Varanasi (Benares) nel febbraio 2001, i cui risultati verranno prossimamente pubblicati in un altro ampio contributo a un libro a più mani, riassumono temi, tendenze e obiettivi delle sue ricerche più recenti.

I contenuti dell’insegnamento riflettono in genere gli interessi di studio del docente. Negli anni passati, si sono tenuti seminari dedicati a testi medievali e moderni, al cinema indiano, alla comparazione e al commento di testi di mistici hindu, musulmani e cristiani, alla nascita e alla formazione della lingua hindi come strumento di predominio politico, al conflitto fra tradizione e modernità nella società indiana moderna. Negli anni a venire, si continuerà su questa linea didattica, privilegiando, presumibilmente, temi linguistici, culturali e politici di carattere moderno o contemporaneo, ma al tempo stesso aprendo ampie finestre di studio sulle forme letterarie e religiose tradizionali.


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