la facoltà
di studi orientali
in breve
La
Facoltà di Studi Orientali è stata attivata con
decreto rettorale del 7 marzo 2001 nel quadro delle normative sul decongestionamento,
e a essa hanno inizialmente afferito docenti per lo più membri
del Dipartimento di Studi Orientali.
La Facoltà di Studi Orientali ha la sua sede in Via Principe Amedeo 182/b, nel cuore del quartiere "orientale" di Roma, all'Esquilino tra Piazza Vittorio e la Stazione Termini; qui si trovano le aule, la Sala Docenti, il Laboratorio Linguistico, la Presidenza, le Segreterie (Amministrativa, Didattica e di Presidenza), il Centro Orientamento Studenti. Nella
Città Universitaria (Piazzale Aldo Moro 5) all'interno della ex Facoltà
di Lettere e Filosofia si trovano ancora gli studi dei docenti per lo più all'interno del Dipartimento di
Studi Orientali (I piano, a sinistra).
Sebbene sia di recente istituzione, la Facoltà di Studi Orientali
è l'erede di una lunga tradizione di studi orientalistici, iniziata
con l'attivazione di singoli insegnamenti (i più antichi di cui
rimanga documentazione sono Ebraico nel 1482, e Arabo
nel 1575); in seguito le diverse cattedre di insegnamenti orientalistici
si sono riunite in Istituti (Vicino Oriente Antico, Studi
Islamici, Studi dell'India e Asia Orientale) costitutivi
di una Scuola Orientale, poi,
assieme a quest'ultima, disciolti e in massima parte confluiti nel Dipartimento
Studi Orientali, e infine nel Corso di laurea in Lingue e
Civiltà Orientali attivato nel 1994. Quest'ultimo, non diversamente
da tutti gli altri corsi di laurea quadriennali, è stato disattivato
dalle leggi della Riforma universitaria; al suo posto, all'interno della
Facoltà di Studi Orientali, è stato attivato un
nuovo Corso di laurea (triennale)
in Lingue e Civiltà Orientali,
seguito da un omonimo Corso di laurea specialistica (biennale).
La creazione della Facoltà di Studi Orientali costituisce
una risposta alla diffusa domanda di sapere su "l’Oriente"
manifestatasi negli ultimi anni con un progressivo e stabile aumento
del numero delle iscrizioni al Corso di laurea in Lingue e Civiltà Orientali (v. statistiche),
che ha registrato un notevole incremento, in particolare, negli insegnamenti
di Lingua e letteratura giapponese, Lingua e letteratura cinese, e Lingua
e letteratura araba.
La Facoltà di Studi Orientali raggruppa più di 70 discipline
in cinque distinte aree: linguistica, filologica, archeologica e storico-artistica,
filosofico-religiosa e storica, ciascuna a sua volta suddivisa secondo
le seguenti aree geografico-culturali: Vicino oriente antico, Islam,
Asia meridionale e sud-orientale, Estremo Oriente. Tratto caratterizzante
di ogni percorso didattico è, quindi, lo studio approfondito
di una lingua orientale (ebraico, arabo, persiano, urdu, hindi, sanscrito,
tibetano, giapponese, cinese e coreano), che consente agli studenti
di avvicinarsi alle altre discipline filologiche, archeologiche e storico-artistiche,
filosofico-religiose e storiche, sulla scorta di precise conoscenze
linguistiche. In sostanza il tratto essenziale dell’offerta formativa
della Facoltà di Studi Orientali è quello di fornire
la possibilità di affrontare lo studio dei molteplici aspetti
delle civiltà "orientali" (sia antiche, sia moderne),
storia, arte, archeologia, religione, filosofia, diritto, a partire
da indispensabili conoscenze linguistiche.